ChatGPT e l'età minima: 13 anni, ma nessuno li verifica
ChatGPT richiede 13 anni e il consenso dei genitori fino a 18. Ma non esiste una verifica dell'età reale: basta una data di nascita. Cosa ha detto il Garante.
Se cerchi l’età minima per ChatGPT è probabile che tu abbia in mente una domanda più concreta: mio figlio può usarlo? La regola ufficiale è chiara. La sua applicazione, molto meno.
I termini di servizio di OpenAI fissano l’età minima a 13 anni. Tra i 13 e i 18 anni è inoltre richiesto il permesso di un genitore o di chi esercita la responsabilità genitoriale. Sotto i 13 anni, secondo gli stessi termini, l’account non dovrebbe proprio esistere.
La regola dei 13 anni
Perché proprio 13? Non è un numero scelto da OpenAI in libertà. È la soglia di riferimento nella normativa statunitense sulla privacy dei minori online (COPPA) e ricorre nei termini di servizio di gran parte dei servizi digitali. In Europa il quadro è più articolato: il GDPR fissa a 16 anni l’età per il consenso ai servizi della società dell’informazione, lasciando però agli Stati la facoltà di abbassarla fino a 13. L’Italia l’ha fissata a 14 anni.
Per te, come genitore, il punto pratico è questo: la soglia dei 13 anni indicata da ChatGPT è un requisito contrattuale della piattaforma, non un lasciapassare a norma di legge italiana. Se tuo figlio ha meno di 14 anni, il consenso al trattamento dei suoi dati spetta comunque a te.
La verifica che non c’è
Ecco il cuore della questione. ChatGPT chiede 13 anni, ma non li verifica in alcun modo.
Al momento della registrazione ti viene chiesta una data di nascita. Non un documento, non una carta d’identità, non un controllo incrociato. Se la data dichiarata supera la soglia, l’account si apre. Un bambino di 9 anni che scrive un anno di nascita diverso entra senza il minimo ostacolo.
Questo è il motivo per cui l‘“età minima” di ChatGPT è, nella pratica, un’autodichiarazione. Non è una scoperta né un difetto nascosto: è una realtà nota, ed è esattamente ciò che le autorità italiane contestano da anni.
Cosa ha detto il Garante
L’Italia è stata il primo Paese al mondo a intervenire, e lo ha fatto proprio su questo punto.
Il 30 marzo 2023 il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto una limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani, e OpenAI ha sospeso il servizio nel Paese. Tra le contestazioni, l’assenza di qualsiasi meccanismo di verifica dell’età, che esponeva i minori di 13 anni a risposte inadatte al loro grado di sviluppo e consapevolezza.
ChatGPT è tornato disponibile in Italia il 28 aprile 2023, dopo che OpenAI ha adottato le misure richieste dal Garante nel provvedimento dell’11 aprile: informativa più trasparente, diritto di opporsi all’uso dei dati per l’addestramento, una schermata di benvenuto. Sulla verifica dell’età, il Garante aveva chiesto un sistema vero. Quella richiesta, di fatto, non ha prodotto molto più di una schermata in cui si dichiara di avere l’età richiesta.
L’istruttoria si è chiusa il 20 dicembre 2024 con una sanzione di 15 milioni di euro e l’ordine di una campagna informativa di sei mesi. Il Tribunale di Roma, con ordinanza del 21 marzo 2025, ha sospeso in via cautelare l’efficacia della sanzione, dietro cauzione, in attesa della decisione di merito. La contestazione di fondo, però, resta: l’età, su ChatGPT, non è verificata.
Cosa significa per te
Tre conseguenze pratiche, senza allarmismi.
Primo: se tuo figlio ha meno di 13 anni, ChatGPT non è la scelta giusta, e non lo è secondo gli stessi termini della piattaforma. Non serve un divieto teatrale. Serve un’alternativa adatta alla sua età, con filtri pensati per i bambini e una dashboard che ti fa vedere di cosa parla. Ne confrontiamo diverse nella guida alla migliore intelligenza artificiale per bambini.
Secondo: se tuo figlio ha già un account e ha dichiarato un’età falsa, è successo a moltissime famiglie e non è la fine del mondo. La cosa utile non è la colpa, è la conversazione. Chiedigli come lo usa, perché, cosa gli piace. Poi, se ha 13 anni o più, collega gli account e attiva i controlli parentali; se ne ha meno, valuta insieme il passaggio a uno strumento adatto.
Terzo: non contare sulla soglia dei 13 anni come su una protezione. Non lo è. È una regola contrattuale che nessuno fa rispettare all’ingresso. La protezione vera è sapere, per averne parlato, cosa tuo figlio ci fa.
Se vuoi capire se ChatGPT sia adatto a tuo figlio nel complesso, e non solo dal punto di vista dell’età, continua con ChatGPT è sicuro per i bambini?. Se ti trovi già davanti a un uso che ti mette a disagio, qui trovi come muoverti: mio figlio parla con una IA.
Le informazioni su termini di servizio e verifica dell’età provengono dalla documentazione di OpenAI e dai provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali. Le condizioni possono cambiare: verificale sempre alla fonte.
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